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Matematica ricreativa

 

Quando si parla di matematica ricreativa si può pensare che essa sia solo un modo elegante per esprimere un semplice passatempo…..ma è molto di più!

Come prima definizione, possiamo dire che si tratta di un’attività matematica ludica, il cui scopo è quello di divertire chi la sta praticando e al tempo stesso stimolare curiosità e ingegno.
Tale attività consiste nel risolvere quelli che comunemente vengono chiamati giochi o rompicapi o enigmi matematici, per la cui soluzione non sono necessarie nozioni matematiche complesse, ma soprattutto ragionamenti logici.
Non tutti i problemi matematici sono giochi o enigmi, in quanto per essere considerati tali, un quesito deve avere le seguenti caratteristiche:

• rappresentare una sfida intellettuale significativa sotto l’aspetto matematico, ma allo stesso tempo accessibile a tutti;
• essere risolto con l’utilizzo di strumenti tradizionali: carta, penna e….cervello;
• l’enunciato è il più possibile intrigante e sorprendente;
• la soluzione deve stupire, divertire e distrarre.

La matematica ricreativa non è un’invenzione dei giorni nostri, ma già dall’antichità veniva considerata fondamentale per lo sviluppo logico-cognitivo di ogni discente.
Anche se non abbiamo testimonianze coeve di giochi matematici provenienti dalla Grecia classica, tuttavia quelli raccolti nella cosiddetta Antologia Greca o Palatina (IV/V sec.) possono darne un’idea.
Quasi completamente dedicata alla matematica ricreativa sono anche le Propositiones ad acuendos juvenes scritte, in latino, all’inizio del IX secolo da Alcuino, maestro di Carlo Magno; in questa raccolta si trova, fra l’altro la prima apparizione di uno dei rompicapi più noti, quello del “Lupo, la capra e il cavolo”.
Tra la fine del 1400 e gli inizi del 1500, in Italia, furono compilate due ampie raccolte tutte dedicate a problemi di matematica ricreativa:
De Viribus Quantitatis di Luca Pacioli, 1510
• Libro dicto de giochi mathematici di Pietro di Nicolao d’Antonio da Filacaia, 1510

Ma la prima vera raccolta a stampa di giochi matematici la dobbiamo allo studioso francese Gaspar Bachet (1591­1639),
 intitolata Problèmes plaisant & délectable, stampata nel 1621 a Parigi.
Tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX secolo, molti quotidiani e riviste settimanali iniziarono ad avere una rubrica dedicata proprio alla matematica ricreativa. Tra i più notevoli cultori di quel periodo, ricordiamo: Sam Loyd, Henry Dudeney e Eduard Lucas.

Ma, il più famoso e prolifico matematico del XX secolo che si dedicò ai giochi matematici fu certamente Martin Gardner. Egli per venticinque anni, dal 1956 al 1981, curò la rubrica “Mathematical Games” sulla rivista Scientific American, sempre presente con il titolo “ Giochi matematici” anche ne “Le Scienze”, edizione italiana della rivista americana.
Arrivando ai giorni nostri, oltre alle diverse riviste che pubblicano giochi matematici, accessibili a tutti, si sono sviluppate vere e proprie gare dedicate al mondo scuola.

Tali competizioni, a mio avviso, sono davvero utili per i nostri alunni, in quanto riescono a stimolare le loro capacità logico-deduttive, che il più delle volte sono represse. Tra le diverse gare, menzioniamo: Kangourou, Matematica senza frontiere e Rally matematico transalpino.
Il breve excursus storico vuole mettere in evidenza l’importanza della matematica ricreativa, che è da sempre a fianco delle più rigorose scoperte matematiche, e che alle volte è stata fondamentale per gettare le basi di nuove teorie.

Sperando di aver suscitato curiosità e interesse per tale argomento, vi lascio con una domanda, che a me ha fatto molto riflettere:

"Perché, per controllare quello che gli allievi hanno imparato, non fate in classe un'ora di giochi (invece di interrogare)?"

                                                                                                                                                                   (cit. Lucio Lombardo Radice)

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