Maria Gaetana Agnesi

 

Fra le emissioni filateliche del Vaticano previste per il 2018, una sarà dedicata alla matematica e benefattrice Maria Gaetana Agnesi, prima donna autrice di un libro di Matematica e prima a ottenere una cattedra universitaria di Matematica, in occasione del 300° anniversario della sua nascita.

Conosciamo alcuni tratti della sua vita.

Maria Gaetana Agnesi, prima di ventuno figli, nacque il 16 Maggio 1718 e morì nel 1799 il padre, che aveva deciso di far dedicare completamente allo studio il suo primogenito, mantenne la promessa anche se nacque una femminuccia anziché un maschietto.
Inizialmente si dedicò egregiamente allo studio delle lingue tanto da soprannominarla Oracolo Settelingue; infatti imparò in tempi rapidi l’italiano, il tedesco, il francese, il latino, il greco, lo spagnolo e l’ebraico.
Non ancora ventenne, il padre volle indirizzarla allo studio della filosofia e della matematica, anche perché il salotto Agnesi era diventato, in quegli anni, il luogo di ritrovo degli intellettuali di più alto livello tra cui scienziati e filosofi. Questi eruditi le spiegarono la logica, gli Elementi di Euclide, le opere di Aristotele e perfino la fisica teorica e sperimentale; Gaetana ascoltava e assorbiva tutto con estrema facilità con domande che lasciavano a bocca aperta i suoi interlocutori.
Prendendo appunti durante i suoi impegnativi e proficui dialoghi, la giovane Agnesi riuscì a scrivere, a soli 20 anni, il suo primo libro Propositiones Philosophicae, una raccolta di 191 tematiche su logica, botanica, astronomia, meccanica e matematica.
Nel 1739, però, espresse il desiderio di abbandonare casa per prendere i voti monacali, ma il padre le negò il permesso. Dopo diverse insistenze, Gaetana abbandonò questa idea rimanendo a casa, ma pose alcune condizioni, tra le quali la possibilità di fare opere di carità nei riguardi dei poveri.
Il padre accettò le diverse richieste e Gaetana, rimanendo tra le mura domestiche, iniziò a dedicarsi allo studio dell’algebra e della geometria, in particolare dell’opera del marchese de l’Hopital sull’analisi delle sezioni coniche.
Per perfezionare tale studio si avvalse dell’aiuto di Ramiro Rampinelli e Jacopo Riccati, illustri matematici dell’epoca, che però spostarono il suo interesse dalla geometria all’analisi.
A 22 anni pubblicò il suo secondo libro Istituzioni analitiche ad uso della gioventù italiana, testo che forniva, ai giovani, linee guida su come apprendere una materia cosi complessa.
Nel 1750, Gaetana venne chiamata dall’Università di Bologna per sostituire il padre malato, e alla sua morte le offrirono la cattedra lasciata vacante; ella rifiutò per dedicarsi in modo esclusivo alle tanto amate opere di carità, alla famiglia e alla cura dei fratelli.
I suoi studi passarono dalla scienza alla Bibbia e trasformò la sua stessa casa in un crocevia di malati e poveri.
Da quel momento, la sua strepitosa capacità analitica, che aveva utilizzato nello studio della matematica, si rivolse al mondo religioso; infatti diventò docente di teologia e di catechismo, lettrice acuta di testi che le venivano proposti da vescovi e cardinali.

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